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e c’è ancora il Natale!
…è ufficiale: sono riusciti a toglierci tante cose quest’anno…
il piacere di poter dire “ho una tredicesima anche io quest’anno”, le agognate ferie-senza-pensieri, il mitico super pranzo natalizio per colpa della crisi che ci attanaglia, la speranza in un “futuro migliore”…
ma il Natale sta arrivando e, come suol dire un noto motivetto, “il Natale quando arriva arriva!!”
Ebbene allora: benvenuto QUASI Natale!
E benvenuta a te, solita sensazione di calore nel cuore, di bontà, di gioia…
Benvenuto sorrisetto un tantino ebete con cui ci troviamo a canticchiare motivetti natalizi ovunque senza volerlo. Benvenuta neve, pioggia, nebbia, freddo, brina… che in qualsiasi altro giorno dell’anno sareste “malvenute”, ma che per un giorno non ci darete fastidio, rintanati, come saremo tutti, nel nostro guscio riscaldato ad abbuffarci (si fa per dire!) di leccornie!
Benvenuti regali, che si sa, a Natale hanno un sapore diverso… e anche un bagnoschiuma mignon al gusto vattelapesca diventa un “ooohhh ma che carino!!” (sia chiaro, non ho nulla contro i bagnoschiuma, tant’è che ne ho regalati!!!)
Benvenuta, siamo sul finire, anche a te… famiglia che ti riunisci al completo per le festività… e chissà come mai certe cose non cambieranno mai: nonostante gli anni che passano, per certe persone sei e resterai sempre il piccoletto di casa (con i pro e i contro, sigh!) e altri ti ricorderanno i tuoi fallimenti, le occasioni perse, mancate… e grazie di avervi rivisto!!!!
Benvenuta, anzi, bentrovata Mail di Natale… dove gli auguri virtuali sono condensati in 4 parole di circostanza, quando va bene… e quando va male diventano… allegati “riciclati” che intasano come pochi il tuo account!
Ultima… benvenuti a tutti voi, pensieri natalizi…
Vi ho atteso per un anno, vi ho cercato, vi ho meditato… ma adesso che manca così poco a Natale mi accorgo che non sono in grado di darvi il giusto tributo, lo spazio che vi meritereste in una bella cornice rosso-oro, perché è già occupato… ed è un vero peccato!
Lo occupano gli altri pensieri che natalizi non son poi tanto:
- La speranza per un domani migliore, qualsiasi cosa questa bella frase voglia dire;
- la consapevolezza di sapere la propria strada e trovare ogni giorno lo sprone per percorrerla;
- la costanza per sognare, in un mondo troppo abituato a razionalizzare i sentimenti;
- la paura di aver perso quella parte (che c’è in ognuno) capace di stupirsi e semplicemente prender la vita come viene;
- la certezza della pena, della fame, della sofferenza, della solitudine altrui di fronte alla quale tutti siamo chiamati a rispondere, nonostante i mezzi limitati che potremmo impiegare per porvi rimedio;
- la terribile constatazione del limite umano, della morte, della disillusione, della tristezza e di tutti quei sentimenti che, per un giorno, vorremmo sparissero dal cuore di ogni uomo, ma che non sempre riusciamo a far tacere nemmeno nel nostro animo.
Per fortuna, fra qualche ora, tutto questo non sarà più presente… ci sarà il Natale e, come ogni anno, ogni cosa svanirà per qualche ora, minuto, secondo… E il mondo, con tutti i suoi mille mila abitanti, i cuori degli uomini, le loro menti e i loro sentimenti all’unisono si accorderanno in armonia… e tutto questo non sembrerà che un lontano ricordo: sarà Natale e tutto sarà quasi diventato migliore.
Non ci resta che aspettare.
Myled
1 comment 24 Dicembre, 2008
…passa il tempo…
Succede che…
Succede che aspetti l’estate, il sole, il caldo, le vacanze… Poi arrivano, d’improvviso, tutti insieme: il sole, il caldo, il momento per rilassarsi e staccare da tutto e tutti e semplicemente vivere per un attimo quella felicità tanto attesa.
Succede che poi si ritorna alla realtà, il sogno svanisce, l’autunno riporta il giallo sulle foglie prima verdi, si staccano poi, una per una, lasciando i rami bruni soli al vento che – già si avverte nell’aria frizzante – presto porterà l’inverno.
Succede che la Vita si dispiega e ci investe con i suoi ritmi a volte accelerati, altre lenti e costanti, che ci insegna a pazientare, a impegnarci giorno dopo giorno, a credere nei sogni continuando però a restar coi piedi ancorati alla terra… Si vive, così, si muore, ogni tanto, si sopravvive, molto spesso… ma si prosegue, instancabilmente (o molto stancamente a tratti), arrendendosi alla dimostrazione inconfutabile della verità universalmente riconosciuta: “nonostante tutto, siamo fatti per la Vita, a tutto prima o poi ci si abitua, anche alla sofferenza più acuta, anche alla delusione più cocente…”
Con l’animo pieno di questi sentimenti, amari, si direbbe, lucidi e forse razionali, altri penseranno, si crede di aver ben disposto la propria vita, di aver ritrovato un equilibrio in questo instabile percorso che ci è toccato aver in sorte… MA…
Succede che ci si ritrova – e questo è davvero inaspettato!! – quasi senza accorgersene a guardare il calendario che ci avverte: si è a un passo da Natale! La festa del perdono, della pace, della bontà… La festa che, dicono, riesce a infondere nei cuori (anche i più infreddoliti) un tepore magico.
Ma non si erano viste le prime avvisaglie? Non c’erano forse le luminarie sparse per la città? I negozi stracolmi di proposte per regali e regalini? Persino la neve…
Ma, ci rispondiamo, un conto era guardare, un altro era comprendere…
Succede che questo giorno sia capitato proprio oggi, a me, e che abbia compreso. E che sia passata di nuovo per questo posto, luogo prediletto per i miei pensieri, luogo che da troppo immemore tempo non osavo più visitare. E il motivo è semplice, credo. E’ stato per non dover ricordare, per non dover affrontare la realtà, cosa che capita quando si trova una data, un ora, un mese e un giorno ai propri pensieri.
La realtà: manca un mese a Natale e questo gruppo di muscoli chiamato cuore si trova a dire “basta”, a preferire l’oblio al ricordo, a comandare al cervello di non pensare e alle dita di non rispondere su quella tastiera di quel telefono su cui continua ad apparire il suo nome.
Succede che manca un solo mese alla mia festa preferita, e mi trovo a pensare, nonostante tutto, a quel che non ci sarà. A quel qualcuno che – paradosso inconcepibile alla mia mente – non vuole proprio farsi da parte. Ironia della sorte, dopo avermi – lui stesso – messo da parte, dimenticata, gettata via da un giorno all’altro senza motivo (senza trovare un solo valido motivo!).
Da allora succede che mi chiedo che valore abbia questo grigio tira e molla, univoco, senza senso, cercando me solo per non dover ammettere (a se stesso) di avermi già perso da tempo, per non dover ammettere che esiste (eh già!) la possibilità che qualcuno possa non voler più avere nulla a che fare con il suo Ego smisurato che grida “ascoltami, sono qui che ti cerco”!
Succede che la Me stessa di oggi si rende conto che quest’anno non riuscirà a sentirsi buona come gli anni scorsi, che non riuscirà a guardarsi più con gli stessi occhi, a sentire quel magico calore proprio nel cuore, che sempre mi ricorda “è Natale, non pensarci, perdona….” Ho la consapevolezza (triste constatazione) che il Natale arriverà ma avrà un retrogusto amaro, più amaro del solito… e questo purtroppo non potrò cambiarlo, perché è l’unico modo che conosco per non soffrire ancora, per non farmi fare a pezzi il cuore, ancora.
Succede che ringrazio da qui, da questo diario che diario poi non è, ma la mia anima che si svela sulla fragile pagina virtuale, ringrazio -dicevo- chi passando casualmente da queste parti si troverà a leggere.
“Non per altri scrivo, non per aver compiacimento o compatimento, ma per dar voce a quel che mi è dettato e ancora succede che reclami la sua parte, al di là della vita frenetica, dei mille impegni e dell’oblio, che cerco come ma non trovo, per far lì sprofondare i pensieri che non meritano più di essere pensati”.
Myled
1 comment 25 Novembre, 2008
