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…passa il tempo…

Succede che…

Succede che aspetti l’estate, il sole, il caldo, le vacanze… Poi arrivano, d’improvviso, tutti insieme: il sole, il caldo, il momento per rilassarsi e staccare da tutto e tutti e semplicemente vivere per un attimo quella felicità tanto attesa.

Succede che poi si ritorna alla realtà, il sogno svanisce, l’autunno riporta il giallo sulle foglie prima verdi, si staccano poi, una per una, lasciando i rami bruni soli al vento che – già si avverte nell’aria frizzante – presto porterà l’inverno.

Succede che la Vita si dispiega e ci investe con i suoi ritmi a volte accelerati, altre lenti e costanti, che ci insegna a pazientare, a impegnarci giorno dopo giorno, a credere nei sogni continuando però a restar coi piedi ancorati alla terra… Si vive, così, si muore, ogni tanto, si sopravvive, molto spesso… ma si prosegue, instancabilmente (o molto stancamente a tratti), arrendendosi alla dimostrazione inconfutabile della verità universalmente riconosciuta: “nonostante tutto, siamo fatti per la Vita, a tutto prima o poi ci si abitua, anche alla sofferenza più acuta, anche alla delusione più cocente…”

Con l’animo pieno di questi sentimenti, amari, si direbbe, lucidi e forse razionali, altri penseranno, si crede di aver ben disposto la propria vita, di aver ritrovato un equilibrio in questo instabile percorso che ci è toccato aver in sorte… MA…

Succede che ci si ritrova – e questo è davvero inaspettato!! – quasi senza accorgersene a guardare il calendario che ci avverte: si è a un passo da Natale! La festa del perdono, della pace, della bontà… La festa che, dicono, riesce a infondere nei cuori (anche i più infreddoliti) un tepore magico.
Ma non si erano viste le prime avvisaglie? Non c’erano forse le luminarie sparse per la città? I negozi stracolmi di proposte per regali e regalini? Persino la neve…
Ma, ci rispondiamo, un conto era guardare, un altro era comprendere…

Succede che questo giorno sia capitato proprio oggi, a me, e che abbia compreso. E che sia passata di nuovo per questo posto, luogo prediletto per i miei pensieri, luogo che da troppo immemore tempo non osavo più visitare. E il motivo è semplice, credo. E’ stato per non dover ricordare, per non dover affrontare la realtà, cosa che capita quando si trova una data, un ora, un mese e un giorno ai propri pensieri.

La realtà: manca un mese a Natale e questo gruppo di muscoli chiamato cuore si trova a dire “basta”, a preferire l’oblio al ricordo, a comandare al cervello di non pensare e alle dita di non rispondere su quella tastiera di quel telefono su cui continua ad apparire il suo nome.

Succede che manca un solo mese alla mia festa preferita, e mi trovo a pensare, nonostante tutto, a quel che non ci sarà. A quel qualcuno che – paradosso inconcepibile alla mia mente – non vuole proprio farsi da parte. Ironia della sorte, dopo avermi – lui stesso – messo da parte, dimenticata, gettata via da un giorno all’altro senza motivo (senza trovare un solo valido motivo!).

Da allora succede che mi chiedo che valore abbia questo grigio tira e molla, univoco, senza senso, cercando me solo per non dover ammettere (a se stesso) di avermi già perso da tempo, per non dover ammettere che esiste (eh già!) la possibilità che qualcuno possa non voler più avere nulla a che fare con il suo Ego smisurato che grida “ascoltami, sono qui che ti cerco”!

Succede che la Me stessa di oggi si rende conto che quest’anno non riuscirà a sentirsi buona come gli anni scorsi, che non riuscirà a guardarsi più con gli stessi occhi, a sentire quel magico calore proprio nel cuore, che sempre mi ricorda “è Natale, non pensarci, perdona….” Ho la consapevolezza (triste constatazione) che il Natale arriverà ma avrà un retrogusto amaro, più amaro del solito… e questo purtroppo non potrò cambiarlo, perché è l’unico modo che conosco per non soffrire ancora, per non farmi fare a pezzi il cuore, ancora.

Succede che ringrazio da qui, da questo diario che diario poi non è, ma la mia anima che si svela sulla fragile pagina virtuale, ringrazio -dicevo- chi passando casualmente da queste parti si troverà a leggere.

“Non per altri scrivo, non per aver compiacimento o compatimento, ma per dar voce a quel che mi è dettato e ancora succede che reclami la sua parte, al di là della vita frenetica, dei mille impegni e dell’oblio, che cerco come ma non trovo, per far lì sprofondare i pensieri che non meritano più di essere pensati”.

Myled

1 comment 25 Novembre, 2008

… le serate non finiscono mai…???

Non vorrei farti restare così, un ricordo…

E’ passata, volata, svanita un’altra settimana e mi sembra solo ieri che le valigie erano disfatte, che l’abbronzatura colorava il mio viso e con la mente pianificavo le cose da fare. Com’è potuto succedere che un’altra settimana e un’altra ancora mi scivolassero così davanti? Nemmeno il tempo di accorgermene.
L’unica cosa certa che so è un paradosso: vorrei fermare il tempo e potermi fermare a riflettere.
Mi sembra di vivere con la continua sensazione di “acqua alla gola”, non capisco davvero, ma cosa mi succede?
Cerco di arrabattarmi a far tutto, lavoro-casa-famiglia-amici-varie&eventuali, ma finisce che mi manca il tempo per “vivere”, per dedicarmi a quel che amo e che vorrei.
In questa sera, passata ancora una volta a smaltire l’arretrato accumulato ormai da troppo (fra armadi a cui fare il cambio di stagione, una famiglia che ogni tanto pretende la mia presenza non solo “virtuale” e quel che resta di una vita sociale sempre più striminzita), mi domando…
Ma che vita è questa? E’ vita, o parvenza di vivere?
E quel che più mi fa rabbia è vedere che il fisico non riesce a star al passo col pensiero, la mente è lucida, ma sono stanca, troppo stanca…

It’s a damn, cold night, trying to figure out this life. Take by the hand, take me somewhere new, I don’t know who you are… but I’m with you“.

1 comment 26 Settembre, 2008


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