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Fine giornata.

Il postare commenti all’inizio della giornata è ancora un’utopia, specie dopo che la mia sveglia stamattina è stata prima alle 4, poi posticipata alle 6 e 30, per poi arrendermi al sonno e crollare in versione “pietra” fino alle 7 e mezza… D’altronde scrivere di notte mi è sempre riuscito meglio, specie nell’intervallo “magico” fra le 3 e le 4 di mattina, quando il silenzio che si percepisce intorno ci permette di starcene finalmente soli con i nostri pensieri e concentrarci (anche nelle città più caotiche c’è un momento di stasi, di attesa, prima che il nuovo giorno faccia capolino e ricominci con la sua frenesia di vita, a riempire di rumore gli spazi intorno a noi)…

In anticipo quindi sulla mia Musa notturna, che stanotte metterò a tacere, per concedermi finalmente un sano riposo, dopo tutto, devo ricordarmelo… sono umana e, come tale, ho dei limiti imposti dalla categoria cui appartengo. Dopo due settimane passate a far alba sul portatile, alle prese con un pezzo da consegnare, stavo tornando allo stato larvale… è il caso che vi ponga rimedio.
Per fortuna con oggi ho chiuso il capitolo “lavoro x iscritto” e per un po’ potrò limitarmi alla routine quotidiana (che da sola, basta e avanza!)

Mentre osservo intorno a me le pile e pile di cose accatastate in qualche modo, meditando di far ordine al più presto (pena l’impossibilità di muovermi in camera) ma scorgendo al contempo una sorta di “verità universalmente riconoscibile” nel veder come si possa ricostruire la vita dei miei ultimi giorni soltanto guardando la fila di vestiti che, ordinatamente, si sono impilati uno sull’altro dopo esser stati indossati un solo giorno… osservando la successione dei colori, toni chiari, poi scuri, scuri scuri (giorni difficili, troppi pensieri), poi, abbigliamento comodo (noia, voglia di evasione), cui seguono un paio di completi, giacca-pantalone (per compensazione, dopo il casual)…
Domani, cosa mi aspetterà?…
Per stasera, al bando le domande, i pensieri, mi avvicino allo scaffale della libreria, scelgo accuratamente fra i dorsi, quelli sì, ordinatamente affiancati, quello che più mi ispira per accompagnarmi verso il meritato riposo…
Trovato, riprendo quel bel volumetto in brossura, con i bei colori sgargianti dell’immagine proposta in copertina (ricordo ancora che fu proprio lei a richiamare la mia attenzione, dopo aver notato il titolo), che riesce sempre a mettermi di buon umore non appena lo guardo e mi appresto a sfogliare le pagine ormai conosciute.
Hikmet e il suo Nuvolo innamorato mi accompagneranno per questa notte. A voi la scelta per la vostra fiaba della buona notte…

Good night.

2 comments 15 Luglio, 2008

Terra chiama… cerchiamo di rispondere!

E mi ritrovo ancora qui, per l’ennesima volta davanti a un post bianco da riempire con qualcosa che cerchi di non essere né troppo verboso, né troppo sciocco per essere comunque visto da altri che non sia io stessa, e da ultimo, magari mi aiuti a uscire dallo “stato vegetativo” in cui sono caduta, per fortuna, solo metaforicamente!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Avevo scritto nei giorni scorsi, ma sul punto di cliccare “Pubblica”, mi fermavo a chiedermi…
Che senso ha? a chi interessa o serve? perché annoiare il Mondo virtuale con le tue lagnanze? E lasciavo il tutto in bozze… (thanx a chi mi ha stamattina ricordato che forse un senso tutto questo ce lo può avere…)

Ora, ci riprovo, mi espongo e vedremo che succede.

Ebbene sì, eccovi davanti al monitor un caso eccezionale di persona “in stand by”… mi domando se almeno mi valga un Guinness? Chissà…!
Non solo i monitor, le fotocopiatrici e Dio solo sa quante altre milioni di cose (viva la tecnologia!) si possono mettere in stand by… Ora anche le persone, anche se quest’ultimo è -per lo meno per me- un caso quanto meno atipico ed è molto più difficile da far riavviare!!! Non basta un click, non serve Alt+Ctrl+Canc…
Sarà che sono io a sbagliare, aspettandomi che le persone, per lo meno, si comportino in modo da poter esser definite “uomini” o “donne” e dimenticando che con certi elementi è, mi rendo conto, chieder troppo… Per codesti individui le persone (sì, anche loro), funzionano proprio come gli interruttori, ON/OFF, sono da accendere o spegnere a seconda dei loro desideri, delle loro richieste/volontà.
Tutti questi soggetti umani rimpolpano la nutrita schiera di “persone opportuniste” (giusto per trovar loro una definizione “alta” e non scadere in terminologie inadatte a un blog, ma che renderebbero di certo meglio il concetto). :P
Ma averli riconosciuti non basta a vanificare gli effetti dei loro gesti, delle loro parole, non basta, insomma, “stanare la volpe per dire di averla catturata” (lo sanno bene i segugi!)… Nel vano tentativo di capire come mai d’improvviso l’interruttore corripondente a ME sia stato spostato su OFF, arrancando al buio per cercare una via di fuga o una luce, si può finire con l’arrendersi e restarsene lì dove ci hanno imposto di stare. Oppure… cercare lo squarcio nel cielo di carta, provare a mandare all’aria direttamente tutto il loro sistema elettrico, al bando interruttori e ON/OFF!!!!!

Il malaugurato individuo (nel caso specifico, IO) che si rifiuta perciò di assuefarsi alla loro insindacabile legge, accettandola come “buona e giusta”… viene esposto alla valanga delle loro “prove, controprove, panegirici, corollari, richieste di chiarimento (che poi chiariscono solo la totale mancanza di consapevolezza di sé e degli altri)”, con cui cercano di convincerti della bontà delle loro parole, della assoluta logica che si nasconde dietro tutto questo (logica che però, sfugge ai più), invece di ammettere con se stessi, prima che col resto del mondo, una sola piccola ma grande verità: essere persone dotate di una superficialità disarmante! qualità che però non le rende speciali o degne di stima. Li rende soltanto degne di compatimento, se si ha la forza/voglia per farlo.

Il suddetto malaugurato individuo (sempre IO), dopo aver sopportato stoicamente, magari trincerandosi dietro metri e metri di ironia, accumulando strati e strati di autodifesa e, infine, cercando di applicare tutto il Think Positive di cui è capace… finisce cmq inevitabilmente steso (nella migliore delle ipotesi!) come una palma investita da un tifone tropicale… piegata ma non spezzata. Avendo la consapevolezza (amara) di sapere che da quella posizione sarà ancora più difficile rivedere il cielo!
Se almeno il taglio fosse stato netto, certo una sofferenza, ma anche un inizio di rinascita, in un nuovo ramo, in altre gemme.

Ma in bilico, fra Terra e Cielo (no, non è una canzone di Nek…) come si fa? Non resta che aspettare lo schianto, che si sa verrà, prima o poi.
In attesa dello schianto… Quindi, ma anche in attesa di ricominciare, sapendo già che tutto sarà diverso, ma che in fondo sarà anche un po’ uguale.

Una cosa per volta, per ora, metto in lista non i desideri (sono in via di ridefinizione) ma le cose da fare. Metto in lista quel che io vorrei fare, tutto il resto può anche attendere.

Ci provo, così, di fronte a chi mi vorrà leggere (sempre che non siano fuggiti tutti, in effetti il tifone potrebbe aver colpito anche qualcun altro… di questi eventi ne è pieno il mondo, purtroppo!) essendo ancora una volta solo e soltanto me stessa, cercando di scoprire di nuovo che cosa questo voglia dire…
Ma ricomincio non chiedendomi troppo, cercando di non essere sempre così esigente con me stessa… le consapevolezze arriveranno col tempo, per ora, è solo lunedì, si avvia una nuova settimana fatta di impegni e nuove esperienze.

Vorrei dire: “c’è un bel sole che mi occhieggia”, ma il grigiume è in ognidove… Il tempo non aiuta molto oggi. Ma basta non guardarlo e, prima o poi, anche lui si stancherà e se ne andrà a intristire qualcun altro.

Ho finito con lo scrivere troppo… Mezze misure mai… Vabbeh ;-)

1 comment 14 Luglio, 2008


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